Questo mandarino prende il nome dalla borgata Ciaculli di Palermo, luogo dove la varietà è stata scoperta, ma anche dal periodo di maturazione più tardivo rispetto a quello del mandarino Avana coltivato in zona. La varietà comune (Avana) si raccoglie da dicembre a gennaio, mentre il mandarino tardivo di Ciaculli matura da febbraio fino ad aprile, quando la produzione di altri mandarini è ormai terminata. È una specie endemica, di origine assolutamente naturale che non nasce da innesti o elaborazioni genetiche. Il suo aroma intenso, il contenuto zuccherino, la buccia sottilissima di colore arancio scuro, la presenza del seme, fanno del Tardivo di Ciaculli un mandarino dall’aspetto e dal sapore caratteristici e inconfondibili conosciuti e apprezzati in tutto il mondo.
il rati o ramolaccio
Il ramolaccio o rafano o rati in friulano (Raphanus sativus) appartiene alla famiglia delle crucifere. Ha caratteristiche simili al ravanello e come per questo la parte che si consuma è la radice tondeggiante che però nel rati ha dimensioni che arrivando a quelle di un pompelmo. Il sapore è intenso e piccante. Si prepara pelando il ramolaccio e grattugiandolo con una grattugia carote. Per ammorbidirne il gusto è consigliabile, una volta grattato, cospargerlo di sale grosso, lasciarlo riposare per alcune ore e poi consumarlo condito con olio. Tradizionalmente in Friuli si offre in occasione delle ceneri in abbinamento alla Aringa.
il limequat
Molte sono le varietà e gli incroci di agrumi in grado di soddisfare le più disparate esigenze gustative e culinarie. Un agrume recentemente immesso in commercio è il Limequat. Incrocio tra gli agrumi Citrus aurantifolia (comunemente detto lime) e Fortunella margarita (comunemente detto kumquat).
Il frutto è delle dimensioni di un oliva, ha una buccia sottile con una gradazione di colore che va dal verde scuro al giallo, il gusto è molto aromatico, fresco e agrodolce. Può essere mangiato intero quando è maturo oppure utilizzato come un comune lime, quindi nella preparazione di cocktail, dessert ma anche in piatti a base di pesce e carne. Praticamente è disponibile tutto l’anno e viene importato da Israele nel periodo autunnale e Sudamerica nel periodo primaverile estivo.
ciliege vignola igp
Sono ormai moltissimi i prodotti italiani che possono fregiarsi del marchio di tutela IGP, Indicazione Geografica Protetta. Tra questi merita certamente la tutela la ciliegia di Vignola. Vignola è nota in tutta Europa per la coltivazione delle ciliegie. Sono diverse le varietà certificate dal consorzio conosciute con il nome di duroni. Maturano sulle colline di Vignola nella stagione tipica di questo frutto che va da maggio a luglio e sono particolarmente apprezzate per il loro sapore, caratterizzato da polpa croccante e gusto dolce con punte di acidulo.
funghi ovoli
L’Amanita Caesarea, volgarmente conosciuta come ovolo buono, è uno dei più apprezzati e ricercati funghi commestibili. Allo stato giovanile è ottimo consumato anche crudo, condito su letto di rucola e scaglie di grana. Al contrario di molte specie fungine che necessitano di umidità elevata, questa specie predilige un clima secco ed è per questo che è relativamente comune in alcune zone del meridione d’Italia.
La sua prelibatezza indusse gli antichi romani a definirlo “Cibo degli Dei” ed a tutelare i boschi in cui si riproduceva. Tra i funghi commercializzati, sempre presso i venditori in possesso di regolare autorizzazione, è senz’altro il più pregiato e nello stesso tempo anche quello che merita maggiori attenzioni. Allo stadio giovanile in cui è chiuso nel velo è molto simile al suo fratello Amanita Fhalloides, tra i funghi più velenosi delle nostre zone. L’ovolo buono però è riconoscibile per il colore sempre arancio del cappello anche se rinchiuso nella volva. E’ questo il motivo per cui troviamo spesso in vendita ovoli con un taglio da coltello nella parte superiore del cappello.
il cardo e il natale friulano
Il cardo, ortaggio oggi noto grazie alle produzioni di altre regioni d’Italia, è in realtà una verdura che un tempo veniva coltivata diffusamente anche nella nostra regione. Erano molte le famiglie friulane che nell’orto piantavano qualche cardo per consumarlo proprio in occasione del Natale. Oggi da noi sono rimasti pochi produttori, capaci però di produrre cardi di ottima qualità, con le coste grosse e bianche, requisiti essenziali per avere un prodotto dal gusto inimitabile.
albicocca frutto dal nome certamente…. sbagliato
Sono molte le piante che hanno nel nome scientifico l’indicazione della loro origine. All’albicocca, il cui nome è Prunus Armeniaca secondo Linneo o Armeniaca Vulgaris secondo Lamarck, si attribuiva l’origine in Armenia. Nulla di più sbagliato. Quando alcuni botanici andarono nel paese caucasico per approfondire le origini di questo gustoso frutto non trovarono traccia di albicocche selvatiche. L’albicocco allo stato spontaneo venne trovato invece sulle montagne della capitale della Cina dove era già conosciuto almeno 3 mila anni prima di Cristo. Da quel momento tutti concordarono che l’albicocco è una pianta originaria della Cina e del rapporto fra Armenia e albicocca rimase solo il nome.
la zucchina e i suoi fiori belli e buoni
La zucca da zucchino (Cucurbita Pepo) è una delle quattro specie in cui botanicamente si divide il gruppo delle zucche. Comunissima nel nostro paese è senz’altro uno degli ortaggi più conosciuti e più consumati. Questa pianta presenta due infiorescenze, una femminile, dalla quale si sviluppa la zucchina generalmente consumata, ed una maschile destinata unicamente all’impollinazione. Il fiore maschile di questa pianta, riconoscibile per le maggiori dimensioni e per la lunghezza dello stelo, pur non producendo frutti, è in realtà una vera prelibatezza culinaria. Pulito accuratamente da possibili insetti impollinatori che talvolta vi si annidano è ottimo pastellato e fritto, oppure saltato velocemente in padella per la preparazione di pastasciutte o come base per la preparazione di squisite frittate o di gustosi risotti.
fico moro di caneva
In Friuli il fico è tanto comune quanto poco selezionato a livello varietale. L’unica varietà in qualche modo selezionata è il fico moro di Caneva o meglio Figomoro di Caneva. Un fico nero, caratterizzato dalla forma allungata e per questo chiamato anche lunghet (tradotto lunghetto), dalla polpa gustosa, tenera e molto dolce. Per le sue caratteristiche era già noto al tempo della Serenissima Repubblica Veneta. Privilegiarlo come abbinamento al San Daniele, con il quale condivide le caratteristiche orografiche dei terreni pedemontani, posti tra le Prealpi e la pianura Friulana, è quasi d’obbligo.
Sono Arrivate!!
L’autunno è stagione di raccolta di molti frutti e ortaggi destinati ad essere conservati e consumati durante tutta la successiva stagione invernale. La nostra regione risulta particolarmente vocata alla produzione delle mele. Le mele prodotte e raccolte in zone montane traggono sicuro vantaggio dalle escursioni termiche, ovvero le variazioni di temperatura, tra le ore diurne e la notte. È così che da anni abbiamo instaurato un rapporto di amichevole collaborazione con Aldo, un piccolo produttore di Lasiz di Pulfero, nell’alta valle del Natisone. Produce ottime mele di montagna grazie ad un’esposizione ideale dei suoi meleti. Così possiamo offrire ai nostri clienti delle mele a km 0 che nulla hanno da invidiare alle produzioni melicole delle più rinomate vallate trentine.
Noi e le mele di Aldo vi aspettiamo!

