arancia rossa di sicilia igp

La definizione Arancia rossa di Sicilia è usata per individuare alcune varietà di arance a Indicazione Geografica Protetta (IGP) e in particolare:
la varietà Tarocco con i cloni: Tarocco Comune, Tarocco Galice, Tarocco Gallo, Tarocco Messina, Tarocco dal Muso, Tarocco Nucellare, Tarocco Catania, Tarocco Scirè, Tarocco rosso.
la varietà Moro, con i seguenti varietà e cloni: Moro Comune, Moro Nucellare;
la varietà Sanguinello, con le varietà ed i cloni: Sanguinello Comune, Sanguinello Moscato, Sanguinello Moscato Nucellare, Sanguinello Moscato Nucellare, Sanguinello Moscato Cuscunà;
coltivate esclusivamente in alcuni comuni delle province di Siracusa, Catania, Enna e Ragusa.
Le arance si presentano con buccia di colore arancio acceso con sfumature rosse variabili a seconda delle varietà e del momento di raccolta e sapore dolce.

finocchio selvatico

Pianta erbacea perenne originaria delle regioni mediterranee. In Italia è diffusa particolarmente lungo le zone costiere, dal piano ai 1.000 metri. In cucina i frutti (detti semi) si abbinano con la porchetta e tutte le carni grasse.
I giovani getti e le foglie fresche sono indicate per aromatizzare insalate, piatti di pesce, salse e aceti aromatici. Il finocchietto selvatico (raccolto a fine inverno, utilizzando solo la parte tenera e le foglie filiformi) si usa in Sicilia per la preparazione della pasta con le sarde.
Proprietà terapeutiche: depurative, tonico-aperitive, carminative, antispasmodiche.

carciofo apollo

Tra i carciofi che si trovano in commercio da noi in questi giorni, tra quelli con le migliori  caratteristiche qualitative c’è il carciofo Apollo. È ottenuto dall’incrocio guidato tra le varietà Castellammare e  Salanquette. Il  capolino, ovvero la parte del carciofo che noi mangiamo, è grosso,  di forma globosa, colore violetto intenso con iridescenza verdastra a maturazione, compatto, brattee, ovvero le foglioline del carciofo, spesse e carnose.  La pianta ha una buona resistenza al freddo. È il carciofo romanesco tipico, bello, serrato, compatto e di colore blu intenso attraente, come lo vogliono a Roma.

la cima di rapa, un prodotto due tradizioni

La cima di rapa è la parte verde ancora non fiorita della rapa (brassica campestris varietà cymosa).
Le parti della cima di rapa commestibili sono le foglie, i “bottoni” fiorali ed i fiori.
Sono da consumarsi previa cottura ed hanno un sapore molto caratteristico. Pur trattandosi di una stessa pianta la tradizione culinaria e colturale locale ha differenziato il prodotto nettamente tanto che la cima di rapa pugliese  è generalmente di dimensioni maggiori, ha il gambo più duro, ha tante foglie e delle infiorescenze, è ottima lessata e per preparare una ricetta classica della cucina pugliese che sono le orecchiette con le cime di rapa.
In campania si trovano i friarielli, le infiorescenze appena sviluppate di una qualità di cima di rapa più piccola, sono teneri e un pò amari. Sono un piatto tipico della cucina napoletana dove vengono consumati con la salsiccia, con la quale vengono utilizzati per farcire panini o per la pizza, o soffritti nell’olio l’aglio ed il peperoncino.

radici amare

La radice amara, gustosissima verdura invernale, è un prodotto caratteristico del territorio circostante l’antico borgo di Soncino. Si consuma come una verdura, è buona e gustosa, ma fa bene come una medicina: è un depurativo eccezionale contenente inulina che produce benefici effetti sull’intestino e sul sangue. Ha la forma di una carota ed è raccolta in autunno-inverno per giungere sulle tavole dei buongustai di tutta Italia e dell’Europa.

il kiwi soreli

La produzione di kiwi nel nostro paese si conferma al vertice mondiale, sia per la quantità di kiwi prodotto sia per la sua qualità. Oltre a questo primato italiano, da poco ha acquisito importanza anche la nostra regione con la nascita del “kiwi Soreli”. È infatti frutto delle selezioni di due ricercatori friulani  Raffaele Testolin e Guido Cipriani, dell’università di Udine, la nascita del primo kiwi medizinrezeptfrei24.de italiano a pasta gialla . I frutti sono di forma regolare ovale-allungata, il colore della buccia è marrone brillante, il colore della polpa è giallo intenso, il peso medio è superiore a 100 g. Il gusto è buono, con un buon equilibrio zuccheri/acidità.

radicchio di chioggia igp

Il Radicchio di Chioggia IGP prende il nome dal luogo che gli ha dato fama, la graziosa città lagunare di Chioggia, a sud della laguna veneta, ma viene coltivato anche in altri comuni delle province di Padova, Rovigo e Venezia. Esportato in tutta Europa, è una tipicità di antiche tradizioni come riscontrato nel quaderno mensile dell’Istituto Federale di Credito per il Risorgimento delle Venezie (marzo 1923), nel volume “Cenni di economia orticola” di Pagani-Gallimberti dove viene indicata la tecnica colturale del radicchio ottenuto negli orti lagunari e infine nello studio “Orti sperimentali di Chioggia” (1935) in cui si riscontrano ricerche sulle nuove varietà di ortaggi e cicorie con particolare riferimento al radicchio.
Prodotto nelle tipologie “precoce” e “tardiva” questo ortaggio croccante e leggermente amarognolo è ricco di fibra, vitamine, di calcio, fosforo e magnesio, con proprietà antiossidanti e antiradicali, diuretiche e depurative. Il Radicchio di Chioggia IGP si consuma soprattutto crudo, ma riserva piacevoli sorprese al palato anche da cotto in ricette di diverso tipo.

pere angelis

Angelys è una varietà di pera tardiva, originata dall’incrocio di una Decana d’inverno x Decana del Comizio e presenta albero di media vigoria. Il frutto è di forma tondeggiante, tozzo, con buccia di color bronzo-rugginoso, il picciolo è corto e grosso e per questo ne è consigliata la
“ceratura”.  La pera Angelys presenta una buona pezzatura, una buona tenuta e una buona conservazione al freddo, anche se alla fine del suo processo di conservazione e di maturazione in frigo tende ad avere una leggera flessione ed a “mollare” un pochino. Il periodo di consumo va da settembre ad aprile.

il vero “lidric cul poc”

Per radicchio con il poc comunemente si intendono tre varietà di cicoria di campo: il radicchio mantovano, la cicoria a grumolo e la cicoria zuccherina di Trieste. Per tutto il periodo invernale abbiamo trovato e acquistato il radicchio grumolo e quello mantovano, il primo riconoscibile per il colore verde intenso e il secondo invece per il colore chiaro quasi bianco delle foglie. In questi giorni gli intenditori trovano il vero “lidric cul poc” ovvero quello ottenuto con la cicoria zuccherina di Trieste. Il singolo gambetto di radicchio è composto da poche foglioline e il peso è assai ridotto. Conseguenza di ciò è il prezzo più elevato del vero radicchio con il poc, ricambiato da un gusto e da una croccantezza che non lascia dubbi agli estimatori di questa prelibatezza delle nostre campagne.

i pomodori di pachino

In questo avvio di stagione primaverile la zona da dove provengono i pomodori più apprezzati è quella di Pachino.
Uno dei luoghi comuni più diffusi identifica il vero pomodoro di Pachino con la varietà “ciliegino”.
In realtà esistono ben 4 tipologie di pomodoro di Pachino, tutte con peculiarità diverse.
Il Pomodoro Ciliegino. Caratteristico per l’aspetto “a ciliegia” su un grappolo a spina di pesce con frutti tondi, piccoli, dal colore eccellente.
Il Pomodoro Costoluto. Frutto di grandi dimensioni, dalle coste marcate, di colore verde molto scuro e brillante, trova il suo habitat naturale nei terreni ad alta salinità.
Il Pomodoro Tondo Liscio. Piccolo e rotondo, di colore verde scuro, inconfondibile per il gusto molto marcato. E’ molto apprezzato dai consumatori d’oltralpe. I suoi frutti sono di consistenza ineguagliabile.
Il Pomodoro a Grappolo. A grappolo o snocciolato, può essere verde o rosso. Tondo, liscio, dal colore brillante e attraente, con il colletto verde molto scuro. Fonte igppachino.it